La chèrta zala

Cumè ch’a farò a spieghè
ma éun ch’u n la à mai vésta,
‘s’èll ch’l’era la chèrta zala,
la chèrta zala da pach, fata sla paia
ch’la stévva se bancòun ad cal budgózzi
indurménti te sòul de dopmèzdè?
La zénta ch’la andévva pianin
ti vstéi dla dmènga
la à pórt vèa tótt i su cartózz.

La carta gialla

Come farò a spiegare
a uno che non l’ha mai vista
cos’era la carta gialla,
la carta gialla da pacchi, fatta con la paglia,
che stava sul balcone di quelle bottegucce
addormentate nel sole del pomeriggio?
La gente che andava lenta
negli abiti della domenica
ha portato via tutti i suoi cartocci.

Biografia

Giovanni Maria Pedretti, conosciuto da tutti come Nino, nasce a Santarcangelo da Luigi Renato, impiegato comunale appassionato cultore di archeologia e di storia locale e da Maria Cola maestra elementare.
Dopo aver conseguito il diploma di geometra a Rimini e quello di maestro presso l’Istituto Magistrale di Forlimpopoli si iscrive all’Università di Urbino dove si laurea nel 1949 con una tesi sul jazz.
Nell’immediato dopoguerra si unisce al gruppo di intellettuali santarcangiolesi noto con il nome di “E’ cìrcal de giudéizi” di cui facevano parte Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Flavio Nicolini e Rina Macrelli. Docente di lingue nei licei, appassionato linguista, compie anche alcuni viaggi di perfezionamento all’estero.

Nel 1975 esce la sua prima raccolta di poesie in dialetto dal titolo Al vòusi, Ravenna, Edizioni del Girasole con prefazione di Alfredo Stussi.
Nel 1977 escono sia la seconda raccolta in dialetto dal titolo Te fugh de mi pàeis, Forlì, Forum/Quinta Generazione che la raccolta in lingua Gli uomini sono strade, Forlì, Forum/Quinta Generazione.
Nel 1981 esce postuma la terza raccolta La chèsa de témp, Milano, Scheiwiller.
Pedretti è anche traduttore e autore di racconti il lingua tra cui: Teatro Minimo, Pesaro, 1982; Nella favola siamo tutti. Fantastorie, Rimini, Maggioli, 1989; L’astronomo, Milano, Mondadori, 1992.
Nel 2003 esce una silloge di poesie in lingua dal titolo Le pepite d’oro. Poesie 1946-1947, Rimini, Raffaelli, 2003 a cura di Manuela Ricci.

E’ presente nel saggio di F. Brevini Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo, Torino, Einaudi, 1990. E’ inoltre compreso in alcune importanti antologie tra cui: Cento anni di poesia dialettale romagnola, a cura di G. Bellosi e G. Quondamatteo, Imola, Galeati, 1976; Cento anni di poesia dialettale romagnola, a cura di G. Bellosi e G. Quondamatteo, Imola, Galeati, 1976; Poeti dialettali del Novecento, a cura di F. Brevini, Torino, Einaudi, 1987; Poesia dialettale dal Rinascimento a oggi, a cura di G. Spagnoletti e C. Vivaldi, Milano, Garzanti, 1991; Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo Novecento in Romagna a cura di L. Benini Sforza e N. Spadoni, Faenza, Mobydick, 1996; La poesia in dialetto. Storia e testi dalle origini al Novecento, a cura di F. Brevini, Milano, Mondadori, 1999; Poeti in romagnolo del secondo Novecento, a cura di P. Civitareale, Imola, La Mandragora, 2005; Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, a cura di G. Fucci e G. Bellosi, Verucchio, Pazzini Editore, 2006.

* Tratto da: Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, a cura di G. Fucci e G. Bellosi, Verucchio, Pazzini Editore, 2006, pp. 200-213.