Te vièl de sgnéur a Rèmin

Te vièl de sgnéur
Zò vérs maròina
U i è un mazél
O véste éun a cumproé
Du chéll ad coérna mònda
Per è coèn
E u m’è vnèu in amént

quei che in etiopia i mor ad foema.
Adfura, dri un canzel
una sgrazieda, ferma
l’aspitéva ch’a paséss,
la s vargugnéva a racòi
un poera’d scoèrpi vèci
da sàura un sac’d mundèza.

In coeva e’ viel u i è una cisa
duve ch’è prit e’ dois
che a sém tot fradéll.

Nel viale dei signori a Rimini

Nel viale di signori di rimini
giu a marina
c’è una macelleria
Ho visto comprare per il cane due chili di carne tutta polpa
e mi son vista davanti
quelli che in Etiopia stan morendo di fame.
Fuori,presso un cancello
una povera donna, immobile
aspettava che passassi
si vergognava di raccattare
un paio di scarpe vecchie
da un sacco di immondizia
In fondo al viale c’è una chiesa e lì dentro
il prete dice che siamo tutti fratelli.

Biografia

Conosciuta come la Giuliana ad Galinòun, dal soprannome del padre Federico, Giuliana perde la madre Giuseppina all’età di soli dieci anni e comincia lavorare per contribuire all’economia famigliare senza neppure aver conseguito il diploma di licenza elementare. Spigolatrice, operaia all’Arrigoni di Cesena, al Lanificio di Rimini, alla Corderia di Santarcangelo, domestica a ore, Giuliana è fondamentalmente una poetessa autodidatta. Nel 1964, durante la lotta operaia contro la chiusura della Corderia di Santarcangelo, compone la sua prima satra genere nel quale il padre soleva elaborare i propri componimenti che declamava durante le veglie presso le case dei contadini.

Nel 1972 la Rocchi esce allo scoperto pubblicando i suoi versi su Tuttosantarcangelo periodico dell’amministrazione clementina che proprio in quell’anno lancia dalle sue pagine una campagna per la valorizzazione del dialetto e della poesia dialettale.
Nel 1976 è inclusa nella sezione “I poeti colti” dell’importante opera curata da Gianni Quondamatteo e Giuseppe Bollosi Cent’anni di poesia dialettale romagnola, Imola, Galeati.
Nel 1980 vede la luce la sua prima opera poetica dal titolo La vóita d’una dòna grazie all’interessamento dell’amica giornalista Rina Macrelli: figura di spicco di quel Circolo del Giudizio della Santarcangelo del dopoguerra che contava tra gli altri Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Nino Pedretti, Flavio Nicolini. La Macrelli, che cura per Giuliana la revisione dei testi, ottiene per lei la pubblicazione presso la casa editrice romana Amanda di stampo femminista. L’opera verrà poi ripubblicata nel 1981 dalla casa editrice Maggioli di Rimini.
Nel 1986 esce la sua seconda raccolta: La madòna di garzéun e nel 1996 esce postuma la raccolta Le parole nel cartoccio, a cura dell’amica Rita Giannini, entrambe per i tipi della Maggioli Editore.

La Rocchi è inoltre compresa in svariate opere di critica e antologie tra cui: F. Brevini, Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo, Torino, Einaudi, 1990; Santarcangelo dei poeti, a cura di P. Guiducci, Morciano di Romagna, Banca Popolare Valconca, 1994; La poesia dialettale romagnola del Novecento, a cura di G. De Santi, Rimini, Maggioli, 1994; Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo Novecento in Romagna a cura di L. Benini Sforza e N. Spadoni, Faenza, Mobydick, 1996; Poeti in romagnolo del secondo Novecento, a cura di P. Civitareale, Imola, La Mandragora, 2005; Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento a cura di G. Fucci e G. Bellosi, Verucchio, Pazzini Editore, 2006.

Bibliografia:
Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, a cura di G. Fucci e G. Bellosi, Verucchio, Pazzini Editore, 2006, pp. 214-220.