Podês

Podês ch’a t’apa zirca t’un zardéin
tra l’aria cèra e ligra di rundéun
podês ch’a t’apa incòuntra t’un palàz
o pr una strêda ch’a n m’arcórd e’ nóm.

Podês ch’a t’apa avéu te bèl de témp
quand al stasòun l’érra dal còunchi ‘d mél
podês ch’a t’apa tnéu sa tótt e’ cór
cumè ch’u s tén un gazutìn o un fiòur…

Podês invìci ta n fóss gnénca tè
e ch’a t’apa insugné una nòta ad vént.

Può darsi

Può darsi che t’abbia cercata in un giardino
tra l’aria chiara e allegra dei rondoni
può darsi che t’abbia incontrata in un palazzo
o per una strada di cui non so più il nome.

Può darsi che t’abbia avuto quando tutto era bello
e le stagioni erano conche di miele
può darsi che t’abbia tenuta con tutto il cuore
come si tiene un uccellino o un fiore…

Può darsi invece che non fossi tu
e che t’abbia solo sognata in una notte di vento.

Biografia

Nato a Montbeliard da padre toscano e madre romagnola di Borghi, Gianni vive a Santarcangelo fin dall’infanzia.
Giovanissimo, assieme agli amici Tonino Guerra, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Rina Macrelli, Raffaello Baldini, fece parte di quel sodalizio che i santarcangiolesi ribattezzarono ironicamente “E’ cìrcal de giudéizi”.
Si è anche occupato di cinema collaborando con F. Nicolini e con E. Petri alla realizzazione di alcuni documentari.
E’ stato gestore di ristorante, bracciante agricolo, muratore in Svizzera, poi bibliotecario a Santarcangelo.

Il suo esordio come poeta risale alla metà degli anni Settanta quando, per merito dell’amico F. Nicolini, pubblica la prima parte del poemetto La giostra su Il lettore di provincia.
Sei anni dopo, nel 1981, esce la sua prima raccolta La mórta e e‘ cazadòur, Rimini, Maggioli.
In quegli anni partecipa, insieme ad altri studiosi, alla redazione delle Regole fondamentali di grafia romagnola, 1986.

Nel 1989 esce la sua seconda raccolta Elbar dla memoria, Rimini, Maggioli, cui fa seguito, nel 1996, la terza silloge dal titolo La balèda de vént, Verucchio, Pazzini Editore.
Nel 1997 esce E’ bastimént, per i tipi di Campanotto Editore, Udine. Nel 1998 pubblica la plaquette La nèbia ti pensìr con un disegno di S. Campana, Osnago, Pulcinoelefante, quindi un’ altra plaquette Ombra d’aria, tre poesie con un incisione di G. Guerri, Scandicci, (FI), 2000.
Ancora in dialetto esce Nadèl. Sonetti d’auguri 1986/2001, Verucchio, Pazzini, 2002.
Nel 2003 esce la raccolta Témp e tempèsti, Rimini, Raffaelli e, nel 2005, per lo stesso editore esce la silloge Vént e bandiri.
Nel 2006 esce il Dizionario dei poeti dialettali romagnoli, Verucchio, Pazzini di cui è al tempo stesso curatore e oggetto di studio.

E’ inoltre compreso in svariate antologie e saggi critici tra cui: Cento anni di poesia dialettale romagnola, a cura di G. Bellosi e G. Quondamatteo, Imola, Galeati, 1976; Le parole di legno. Poesia in dialetto del ‘900 italiano, a cura di G. Chiesa e M. Tesio, Milano, Mondadori, 1984; Poeti dialettali del Novecento, a cura di F. Brevini, Torino, Einaudi, 1987; Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo, Torino, Einaudi, 1990; Poesia dialettale dal Rinascimento a oggi, a cura di G. Spagnoletti e C. Vivaldi, Milano, Garzanti, 1991; Santarcangelo dei poeti, a cura di P. Guiducci, Morciano di Romagna, Banca Popolare Valconca, 1994; La poesia dialettale romagnola del Novecento, a cura di G. De Santi, Rimini, Maggioli, 1994; Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo Novecento in Romagna a cura di L. Benini Sforza e N. Spadoni, Faenza, Mobydick, 1996; La poesia in dialetto. Storia e testi dalle origini al Novecento, a cura di F. Brevini, Milano, Mondadori, 1999; Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000, a cura di F. Loi e D. Rondoni, Milano, Garzanti, 2001; Poeti in romagnolo del secondo Novecento, a cura di P. Civitareale, Imola, La Mandragora, 2005.

* Tratto da: Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, a cura di G. Fucci e G. Bellosi, Verucchio, Pazzini Editore, 2006, pp. 63-78.